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Informazioni sui formati

HRZ è un semplice formato immagine raster associato alla televisione a scansione lenta (SSTV), un metodo di trasmissione di immagini fisse su frequenze radio utilizzato dai radioamatori dalla fine degli anni '50, quando Copthorne Macdonald ha introdotto questa tecnologia. I file HRZ memorizzano immagini a una risoluzione fissa di 256x240 pixel in formato RGB grezzo, con ogni pixel rappresentato da tre byte (rosso, verde, blu) a 8 bit per canale, producendo file non compressi di esattamente 184.320 byte. Il formato non ha intestazione, nessun metadato e nessuna compressione — il file è semplicemente un dump sequenziale di dati pixel grezzi in ordine riga per riga. Questa estrema semplicità riflette le origini del formato nella comunità dei radioamatori, dove le immagini SSTV vengono trasmesse come toni audio che codificano valori di luminanza e crominanza su canali radio HF (onde corte) a banda stretta. La risoluzione fissa 256x240 corrisponde alle modalità di trasmissione SSTV comuni, e i file HRZ servono come supporto di cattura o archiviazione digitale per le trasmissioni SSTV ricevute. Un vantaggio è la struttura a zero overhead del formato: senza analisi, decompressione o elaborazione di metadati necessari, i file HRZ possono essere letti da qualsiasi programma capace di leggere dati pixel grezzi con dimensioni note — una singola chiamata di funzione in praticamente qualsiasi linguaggio di programmazione. Il legame del formato con la cultura SSTV dei radioamatori è un altro aspetto notevole: i file HRZ documentano una forma unica di comunicazione per immagini dove gli operatori trasmettono fotografie su migliaia di chilometri utilizzando unicamente onde radio e codifica audio, una pratica che continua ancora oggi. I file HRZ possono essere aperti da ImageMagick, GIMP e software SSTV specializzato.
Sviluppatore: SSTV Community
Prima versione: 1985
SGI è l'estensione di file generica per il formato Silicon Graphics Image, indicato anche con estensioni specifiche per canale come .rgb (3 canali), .rgba (4 canali), .bw (scala di grigi) e .int/.inta (varianti a 16 bit). Sviluppato da Silicon Graphics intorno al 1986 per il proprio sistema operativo IRIX, il formato SGI utilizza un'intestazione di 512 byte seguita da dati immagine planari, dove ogni canale colore è memorizzato come un piano completo anzichè interlacciato con gli altri canali a livello di pixel. L'intestazione specifica un numero magico (474), la modalità di compressione (0 per verbatim, 1 per RLE), byte per canale (1 o 2), dimensionalità (1 per linea di scansione, 2 per immagine, 3 per immagine multicanale), dimensioni dei canali, intervallo dei valori pixel e un nome immagine di 80 caratteri. Per le immagini compresse con RLE, una tabella di offset e lunghezze segue l'intestazione, consentendo l'accesso casuale alle singole linee di scansione senza decompressione sequenziale. Le workstation Silicon Graphics erano il fondamento degli effetti visivi hollywoodiani, della visualizzazione scientifica, della simulazione di volo e delle industrie CAD/CAM durante gli anni '90, e il formato SGI era il formato di lavoro standard in tutti questi settori. Un vantaggio è il design robusto del formato: la combinazione di compressione RLE indirizzabile per linea di scansione, supporto multicanale, capacità a 16 bit e layout planare lo rendeva ugualmente adatto per la visualizzazione rapida in anteprima e per l'output di rendering di produzione. L'associazione del formato con l'età d'oro degli effetti visivi prodotti con SGI è un altro aspetto notevole — i file SGI di quell'era rappresentano asset di produzione di film e visualizzazioni scientifiche pionieristiche. Le immagini SGI sono supportate da ImageMagick, GIMP, XnView, Photoshop (tramite plugin) e varie applicazioni di rendering 3D e compositing.
Sviluppatore: Silicon Graphics
Prima versione: 1986